Flyers d'architettura - Flyers d'architecture

Benoit Faure - Jean-Charles Liddell
 
 
 
La ricerca di immediatezza nella comunicazione, la fascinazione grafica, l'ironia sono gli ingredienti usati da Benoit Faure e Jean-Charles Liddell, giovani architetti franco-canadesi che hanno trovato nel flyer un personalissimo ed efficace mezzo espressivo. Questa pagina presenta alcune loro realizzazioni, insieme alla singolare interpretazione architettonica del manifesto cinematografico Dogma di Lars von Trier e di Thomas Vinterberg; anche questo, come i flyers, ironicamente rimaneggiato e trasposto.
Translation Marco BRIZZI
ARCH'IT www.architettura.it
 
 
 
 
 
 

Se il flyer E divenuto un popolare strumento di comunicazione urbana istantanea, e di qui il perfetto adattamento al formato del web, potrebbe sembrare paradossale utilizzare questo tipo di medium per avviare una discussione sull'architettura; oppure non considerarlo altro che la manifestazione di uno stile… Tuttavia, oltre al fatto che i flyers riflettono la nostra situazione architettonica e che sono all'origine una ricerca di applicazione piuttosto particolare…, l'obiettivo À anzitutto quello di sensibilizzare il maggior numero di persone con un "po' d'architettura", nella speranza che questi annunci trovino una loro personale autonomia sul web, cfr. gli scherzi o le immagini che circolano per email. Non stupitevi pertanto di vederne sbarcare uno nella vostra casella email! (a meno che questo non sia giá accaduto!).

"Est-ce pertinent de s'intéresser à l'architecture, en d'autres termes, est-ce encore utile, à partir du moment ou un cube étanche avec une Super Nintendo suffit, à condition que le conduit d'aération ne serve pas de conduit d'évacuation des eaux…" (Starck, discours "des surprises fertiles", Montréal '94)

Se i flyers sono un'auto parodia dell'architettura (in divenire), essi sottolineano l'attuale crisi della professione (il costruito sfugge sempre più agli architetti, disinteressa le persone… ecc.) ma anche il fatto, esagerando un po', che viviamo in un mondo pubblicitario, in effetti i nostri rapporti con "l'altro" tendono sempre pi˜ all'ordine del consumo… "Le nuove tecnologie, il virtuale…" non sono che strumenti (l'esempio pi˜ flagrante À Internet). Forse gli architetti dovranno riconvertirsi nella pubblicitá al fine di modellare il nostro ambiente? Come per i flyers, lo slittamento À alla base del nostro approccio. "La funzione prima diviene funzione seconda, e questo permette all'oggetto di riconnotare, ironicamente, il suo stesso precedente uso" (Umberto Eco). La cultura Pop À il nostro principale referente. Si puo parlare in questo caso di "parassitismo" o di "riciclaggio", ma l'essenziale À nutrirsi del nostro ambiente quotidiano, considerandolo non come un pretesto o come un alibi più o meno rassicurante ) per giustificare, osservare o vendere un intervento) ma come circostanze aleatorie, divergenti, che alimentano i nostri progetti. L'obiettivo À creare delle occasioni tra l'architettura, il design e l'immagine per prospettare altre scale, altre sensazioni; niente di nuovo, in effetti.

 
 

Attraverso questo lavoro sul limite si tratta di raggiungere, come conseguenza indiretta del mescolamente tra il senso, l'uso, il tempo e la memoria collettiva, il sentimento di un evento, non nella sua dimensione spettacolare, ma per le sue debolezze, la sua fragilità, il suo dialogo con l'esistente. Alla fine sono le qualità affettive quelle che noi cerchiamo.

"Je ne bois jamais d'alcool et je n'invente pas des histoires de fous. - Pas plus que le type qui a vu un ogre à deux têtes la semaine dernière, ou la ménagère qui a trouvé un dinosaure dans sa volkswagen. - Je ne ments pas Phil, C'est la vérité!!
- C'est comme vous voulez.
- rhaa...
- Mais s'il y avait un monstre, l'adresse de son dentiste m'intéresserait beaucoup… il a de bonnes dents parce que pour couper une tête comme cela… sti sti sti… (Destokage massif d'Alex Gopher, compilation CD "Superdiscount", 1996)


Questi dispositivi di spostamento e di decontestualizzazione hanno per obiettivo lo svelamento di qualità architettoniche latenti.

"Des sensations avant tout !" En caressant l'idée que l'architecture pourrait devenir populaire sans être spectaculaire. Ce que nous revendiquons avant tout, c'est le droit à une banalité surprenante. "Les criminels (jeunes diplomes) sont plus dangereux en prison qu en liberté, parce qu'en prison ils contamineraient les innocents" (Film "Buffet froid" de Bertrand Blier)

Benoit Faure et Jean-Charles Liddell
laboque@hotmail.com

 
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