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Se
il flyer E divenuto un popolare strumento di comunicazione urbana
istantanea, e di qui il perfetto adattamento al formato del web,
potrebbe sembrare paradossale utilizzare questo tipo di medium per
avviare una discussione sull'architettura; oppure non considerarlo
altro che la manifestazione di uno stile
Tuttavia, oltre al
fatto che i flyers riflettono la nostra situazione architettonica
e che sono all'origine una ricerca di applicazione piuttosto particolare
,
l'obiettivo À anzitutto quello di sensibilizzare il maggior numero
di persone con un "po' d'architettura", nella speranza
che questi annunci trovino una loro personale autonomia sul web,
cfr. gli scherzi o le immagini che circolano per email. Non stupitevi
pertanto di vederne sbarcare uno nella vostra casella email! (a
meno che questo non sia giá accaduto!).
"Est-ce
pertinent de s'intéresser à l'architecture, en d'autres
termes, est-ce encore utile, à partir du moment ou un cube
étanche avec une Super Nintendo suffit, à condition
que le conduit d'aération ne serve pas de conduit d'évacuation
des eaux
" (Starck, discours "des surprises fertiles",
Montréal '94)
Se
i flyers sono un'auto parodia dell'architettura
(in divenire), essi sottolineano l'attuale crisi della professione
(il costruito sfugge sempre più agli architetti, disinteressa
le persone
ecc.) ma anche il fatto, esagerando un po', che
viviamo in un mondo pubblicitario, in effetti i nostri rapporti
con "l'altro" tendono sempre pi˜ all'ordine del consumo
"Le nuove tecnologie, il virtuale
" non sono che
strumenti (l'esempio pi˜ flagrante À Internet). Forse gli architetti
dovranno riconvertirsi nella pubblicitá al fine di modellare il
nostro ambiente? Come per i flyers, lo slittamento À alla base del
nostro approccio. "La funzione prima diviene funzione seconda,
e questo permette all'oggetto di riconnotare, ironicamente, il suo
stesso precedente uso" (Umberto Eco). La cultura Pop À il nostro
principale referente. Si puo parlare in questo caso di "parassitismo"
o di "riciclaggio", ma l'essenziale À nutrirsi del nostro
ambiente quotidiano, considerandolo non come un pretesto o come
un alibi più o meno rassicurante ) per giustificare, osservare
o vendere un intervento) ma come circostanze aleatorie, divergenti,
che alimentano i nostri progetti. L'obiettivo À creare delle occasioni
tra l'architettura, il design e l'immagine per prospettare altre
scale, altre sensazioni; niente di nuovo, in effetti.
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